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Quando nella capitale imperiale, a Jules Perrot è stato offerta la posizione di coreografo principale, a partire dalla stagione 1850-1851, in questa ruolo, Perrot ha suggerito al ministro della corte che Pugni lo seguisse in Russia come compositore ufficiale di musica di balletto dei teatri imperiali di San Pietroburgo. Nell'inverno di 1850, Pugni ha sciolto tutti i legami con Londra e Parigi, dato che non dovrà mai più ritornare nell’Europa occidentale. Giunse a San Pietroburgo con la moglie inglese Marion Linton ed i loro sette bambini, incluso il suo figlio, Alberto Linton-Pugni (1848-1925), padre del famoso artista Ivan Pugni (1894-1956) uno dei fondatori del avant-garde russa. Nel 1855 Pugni ha scritto “La Stella di Granata”, il suo primo balletto per il coreografo Marius Petipa, che era stato assistente di Jules Perrot e ballerino del balletto imperiale fin dal suo arrivo in Russia nel 1847. Petipa era un coreografo pieno di talento, celebrato e anche molto politico. Nel 1858 Perrot ha lasciato la Russia e Pugni si è trovato ad aver bisogno di Marius Petipa e di Arthur San-Léon, che nel fratempo era stato ingaggiato come maestro di ballo dei teatri imperiali. I due coreografi, entrambi altamente dotati nella loro arte, iniziarono una rivalità piuttosto sana e produttiva e benché i loro balletti fossero considerevolmente differenti nello stile e nella tecnica Pugni scriveva la musica per entrambi.
Ma avanzando con l’età Pugni ha cominciato a diventare sempre più inaffidabile, essendo fortemente depresso, bevendo, giocando e spesso lasciando la sua famiglia ad arrangiarsi. Di conseguenza, Petipa trovava sempre più difficile chiedergli la musica e la qualità del suo lavoro ha subito un profondo declino. Nelle sue memorie, Petipa ha riportato una lettera scritta da Pugni del 1860: “Gentilmente le chiedo di mandarmi dei soldi in anticipo; sono seriamente in indigenza”. La lettera inoltre allegava alcune sezioni delle composizioni per l’imminente balletto di Petipa “La dalia blu”. La prima dello spettacolo si stava avvicinando e Petipa stava ricevendo la musica dal compositore in modo frammentario. Era divenuto chiaro, a Petipa, che Pugni aveva rinviato di scrivere le sezioni più difficili e che sarebbe stato difficile ipotizzare altre collaborazioni in futuro.
Dalla metà del 1860, tali situazioni sono diventate ordinarie. Durante qull’anno, Pugni stava crescendo due famiglie, la prima con la moglie inglese Maron Linton, e la seconda con la donna del suo servo chiamata Daria Petrovna, con quale, generò altri otto figli. Fortunatamente nell'inverno del 1861, Anton Rubinstein ha assunto Pugni per insegnare composizione e contrappunto al nuovo conservatorio di musica di San Pietroburgo, una posizione che gli ha donato grande rispetto fino alla sua morte, anche se non grandi guadagni. Fra gli studenti a cui ha insegnato vi era il giovane Piotr Ilic Caikovskij il quale frequentò il conservatorio fino al 1865. Nel 1862, Pugni ha scritto la musica per un altro balletto “La figlia del Faraone” sempre per Petipa, prodotto in sole 6 settimane per la Prima ballerina italiana Carolina Rosati. La produzione ha avuto un tale successo che ha visto per Petipa la posizione di secondo Maestro di Ballo. Nel 1864, Pugni ha scritto ancora musica questa volta per San-Lèon: “Il cavallino gobbo”, che ha avuto lo stesso successo della Figlia del Faraone. Successo attestato dallo Zar Alessandro II (successivamente molte musiche di Pugni sono state eseguite nelle cerimonie ufficiali e nelle funzioni diplomatiche).
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