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Mozart - le critiche PDF Stampa E-mail

Lo spettacolo del Balletto del Sud.

"Quante invenzioni nel Mozart di Franzutti".

Di Francesco Mazzotta.
Dal Corriere del Mezzogiorno, 1 settembre 2005

Image Fredy Franzutti e il Balletto del Sud avevano già dato dimostrazioni di una maturità artistica (riconosciuta anche all'estero) che col nuovo lavoro del coreografo salentino si può dire abbia raggiunto un livello non tanto sorprendente, aggettivo inapplicabile ad una "realtà che è già realtà", quanto altamente gratificante per il pubblico e gli artisti stessi. Innanzitutto perché in Mozart, prodigio d'Europa, omaggio al genio di Salisburgo (del quale il prossimo anno si celebra il 250mo anniversario della nascita), la compagnia leccese - protagonista l'altra sera sul palcoscenico dell'anfiteatro Romano di Lecce per la stagione estiva del Comune - ha evidenziato margini di crescita considerevoli nell'intesa tra i ballerini, la cui maggiore sicurezza si sta traducendo in migliore pulizia esecutiva (e progressi del genere si fanno apprezzare ancor di più in uno spettacolo al debutto).
In seconda analisi, se il linguaggio di Franzutti (un felice connubio tra classicismo e modernismo) appare ormai chiaramente codificato, dunque riconoscibile, nei movimenti come nelle figurazioni, lo si deve proprio alla capacità di assimilazione dei suoi danzatori, grazie anche alla ferrea preparazione cui vengono sottoposti dal maestro di ballo Ivan Tzanov. Tanto lavoro, insomma, ma ben ripagato. L'altra sera il premio è stata una standing ovation del pubblico leccese, che così ha salutato il nuovo lavoro dell'amatissimo Franzutti. Un gioco di invenzioni plastiche e ritmiche a cercare un senso corporeo per la musica di Mozart, sintetizzata in un'antologia accattivante (con un paio di momenti dal vivo resi al pianoforte dal giovane talento Scipione Sangiovanni). Dunque, uno spettacolo antinarrativo e fortemente evocativo, coloratissimo nei costumi e sorretto dalla giusta dose di ironia. E da un profondo senso di pieta sulle note finali del Requiem.