Presentazione L’arte dello spettacolo e della rappresentazione è stata da sempre affascinata dalla cultura classica del mito e delle divinità greche.
Le statue di Fidia, il tempio di Atena Nike, hanno affascinano la cultura europea influenzando, le arti figurative e plastiche, e anche il balletto e la musica.
Fin dal settecento gli scavi del tedesco Johann Winckelmann affascinano e influenzano il gusto estetico successivo. L’arte greca, la plasticità delle statue, le scene descritte sui vasi - ninfe e fauni che si inseguono all’infinito - le maschere della tragedia, sono state fonte di ispirazione e materia di reinterpretazione per musicisti e coreografi che, attratti dal gusto e dalla ricerca per il classico, hanno creato capolavori della musica e del balletto.
Lo spettacolo "Miti in Scena" del Balletto del Sud porta in rassegna il genere descritto, alternando balletti dal repertorio classico - ricostruiti nei costumi e nello stile - a coreografie a tema del direttore Fredy Franzutti. Il programma alterna, con diverse soluzioni, quadri emozionali ed evocativi a brani di brillante virtuosismo. Partecipa allo spettacolo di danza, musica e teatro, l'attore Andrea Sirianni, residente nella compagnia, impegnato nell’interpretazione di testi di Gabriele D'Annunzio, il monologo dell'Aiace, di Sofocle, e l'Ulisse, avvolto dalle fiamme, dal XXVI canto dell'Inferno di Dante. «Il programma della serata mitologica del Balletto del Sud, oggi l'unica compagnia italiana in grado di presentare con rigore e qualità tecnica un programma così impervio, presenta titoli che sono capisaldi del genere balletto narrativo.
Tutti i protagonisti delle mille mitologie sono stati un giorno, forse, persone reali, il cui breve percorso umano si è eternato nella leggenda. Non ci è dato saperlo. Gli intrecci fra Danza e Mito restano aperti, come lo è la musica dell'Universo, perchè i modi e i temi di entrambi sono senza tempo. Raccontano “il cerchio della vita, la nascita, la maturità, la morte”.
Mantenere vivo, aperto e credibile questo cerchio è compito degli artisti e, in particolare, dei danzatori, araldi di una magia sospesa tra passato e presente, profano e sovrumano.»
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